Posts Tagged ‘mafia’

Il Palermitano

18 settembre 2008

E’ qualche anno che tento di risolvere questo dilemma: perchè il Palermitano lascia che l’ Amministrazione lasci a se stessa la città? Perchè non se ne lamenta (pubblicamente e/o rumorosamente, non solo con i suoi amici…)?

Credo che i secoli di storia panormita ci possano indirizzare verso la risposta più equilibrata: siamo stati SEMPRE sottomessi, sfruttati, colonizzati dal primo venuto; abbiamo sviluppato, per così dire, un’enorme resistenza al sopruso, alla sopraffazione, alla volgarità, all’irregolarità, all’illegalità, alla prepotenza e all’arroganza; tale resistenza, per forza naturale di cose, è diventata un pezzettino del nostro DNA, per aiutarci a “tirare avanti”.

Purtroppo (e per fortuna, come dirò), tutto ciò ha avuto, ha e avrà delle conseguenze: 

1) La storia recente/issima di Palermo è attraversata da Amministrazioni più o meno inette (a mio avviso unica eccezione la Giunta Orlando, seppur con tanti chiaroscuri), che – insieme alla “collega” MAFIA – stanno letteralmente MANGIANDO Palermo, senza la minima cognizione (?) dei danni che stanno procurando; e il Palermitano comune, a parte lamentarsi del traffico, dei servizi pubblici, delle buche sulle strade, della mancanza di creatività, degli “extracomunitari” (legenda: migranti, come lo siamo noi) che sporcano (noi no?!), dei prezzi che aumentano, ecc. ecc., non si ribella, come – superata l’umana soglia di sopportazione – ogni Popolo civile farebbe. 

2) Lo stesso Palermitano comune si “invigliacchisce” sempre di più, della serie: nessuno mi controlla o me lo impedisce e allora anch’io divento maleducato (la Legge a Palermo diventa sempre più un optional teorico, anche perchè i tutori della stessa non sono presenti in mezzo a noi; ma dove sono i poliziotti e i vigili urbani?) P.S.: il senso del Pubblico, il senso civico da queste parti non sono MAI esistiti.

3) Il Palermitano, sempre per cause storiche e genetiche (o ignote?), è talmente gentile con chi viene a visitare la Nostra Città (attenzione: parente, amico, collega o conoscente), da mettersi in malattia all’Ufficio, chiedere un prestito in banca e farsi lasciare dalla moglie pur di fare da cicerone agli ospiti; riempiendoli di cannoli fino alla colica, facendogli vedere posti che lui stesso non aveva mai visitato in tutta la sua vita, e trasformando ogni sera in una piccola Dolcevita…

Volevo chiudere in bellezza…come ancora è bella (e irripetibilmente anomala) Palermo…